USO CORRETTO DELLE MASCHERINE IN AMBIENTE NON SANITARIO

 

Vi allego un documento del Ministero della Salute estremamente interessante, che finalmente fa chiarezza sull’uso delle mascherine in ambiente non sanitario, per la protezione dal virus.

N.B.

Il documento è del 2009.

Peccato che allora non se lo sia cagato nessuno.

 

Guida per l’uso corretto di mascherine chirurgiche e respiratori per ridurre la trasmissione

del nuovo virus influenzale AH1N1v

 

Agg Agosto 2009

 

Questo documento si propone di fornire indicazioni sull’uso corretto di mezzi di protezione individuale quali

mascherine chirurgiche e respiratori (filtranti facciali) per ridurre l’esposizione al virus della nuova influenza

AH1N1v in ambiti DIVERSI DA QUELLI SANITARI, in particolare modo abitazioni e luoghi pubblici, sia

da parte di persone appartenenti a gruppi a maggior rischio di forme gravi e complicate di influenza, che da

parte di persone che non presentano tale maggiore rischio

 

La informazione sull’efficacia delle mascherine chirurgiche e dei respiratori nella riduzione del

rischio di infezione in ambiti di comunità è ancora limitata: per tale motivo è difficile valutare la

loro efficacia potenziale nella riduzione del rischio di contagio da nuovo virus influenzale AH1N1v

in tali contesti.

In assenza di prove scientifiche, le seguenti raccomandazioni sono state elaborate sulla base di dati

storici sull’uso di mascherine chirurgiche e respiratori in vari contesti per la prevenzione dei virus

influenzali ed altri agenti infettivi trasmissibili per via respiratoria, e sui dati al momento disponibili

su trasmissibilità e patogenicità del nuovo virus AH1N1.

 

Un uso non corretto di mascherine e respiratori può aumentare, anziché ridurre, il rischio di

trasmissione dell’infezione.

 

L’uso delle mascherine deve essere sempre combinato con altre azioni di prevenzione/igiene

personale e respiratoria.

Va infatti sempre ricordato che nessuna misura da sola può fornire una protezione completa nei

confronti delle infezioni ma soltanto una serie combinata di azioni, nelle aree con casi confermati di

AH1N1v sotto forma di focolai epidemici limitati o di trasmissione sostenuta di comunità, può

ridurre il rischio di infezione.

 

Per la riduzione del rischio di infezione le misure raccomandate sono le seguenti:

-           lavare frequentemente le mani con acqua e sapone, o in assenza di questi, con soluzioni

            detergenti a base di alcol; in caso di lavaggio con acqua e sapone le mani debbono essere

            strofinate per almeno 15-20 secondi, mentre in caso di uso di detergenti a base di alcol

            debbono essere strofinate fino a che non ritornino asciutte. Ricordare che in caso di :

                        Lavaggio con acqua e sapone

 

                        - Usare acqua calda.

 

                        - Strofinare le mani insaponate per 15-20 secondi

 

                        Detersione con detergenti a base di alcol

 

                        - Non aggiungere acqua

 

                        - Strofinare il prodotto sulle mani fino che queste non ritornano asciutte

 

 

-           coprire naso e bocca con un fazzoletto quando si tossisce o starnutisce;

 

-           evitare di toccare occhi, naso e bocca con mani non lavate (le infezioni, e non solo

            l’influenza, si trasmettono in questo modo).

 

-           rimanere a casa, astenendosi dall’uscire, mettersi in viaggio, andare al lavoro o a scuola , e

            ridurre al minimo i contatti con altre persone, per 7 giorni dall’inizio di sintomatologia

            similinfluenzale (ILI), o fino a completa risoluzione di questa per almeno 24 ore, qualunque

            sia stata la loro durata; tenere presente che i bambini, e specialmente quelli più piccoli

            possono rimanere infettanti per gli altri per periodi più lunghi di 7 giorni dall’inizio dei

            sintomi. I sintomi dell’ILI sono: febbre accompagnata da almeno uno dei seguenti

            sintomi/segni: tosse, mal di gola, raffreddore, mal di testa, dolori muscolari e articolari,

            brividi, debolezza, vomito, diarrea.

 

-           evitare contatti ravvicinati (al di sotto di 1,5 metri di distanza) con persone affette da ILI;

 

In aggiunta all’uso delle mascherine, i farmaci antivirali, da assumere SEMPRE dietro prescrizione

medica, possono rappresentare un importante strumento per la prevenzione ed il trattamento

dell’influenza nei soggetti in cui sono indicati (vedere Circolare n. DGPREV.V/33297 del 22 luglio

2009: Aggiornamento delle indicazioni relative all’impiego dei farmaci antivirali per l’Influenza da

virus influenzale AH1N1v, indirizzo:  http://www.normativasanitaria.it/normsanpdf/0000/29449_1.pdf ).

 

Mascherine chirurgiche e respiratori

 

Le raccomandazioni per l’uso di mascherine chirurgiche e/o respiratori, in relazione ai diversi

contesti in cui una persona potrebbe essere esposta al nuovo virus influenzale A/H1N1v, sono

elencate nella tabella seguente, AD ESCLUSIONE degli ambiti sanitari per i quali sono previste

specifiche raccomandazioni.

Le raccomandazioni sono differenziate a seconda se la persona potenzialmente esposta appartenga o

meno ad un gruppo a maggior rischio di forme gravi e complicate di influenza, e sempre per ambiti

diversi da quelli sanitari, per i quali sono previste specifiche raccomandazioni.

Anche se può contribuire a fornire rassicurazione dal punto vista psicologico, in comunità o in

ambiti domestici l’uso delle mascherine chirurgiche e dei respiratori non è generalmente

raccomandato.

Per essere utile, e soprattutto per evitare problemi maggiori e falso senso di sicurezza, il loro uso

deve essere accompagnato dallo scrupoloso rispetto di appropriate norme igieniche: in assenza di

queste il loro uso potrebbe tradursi in un rischio aggiuntivo (per smaltimento non appropriato, per

uso improprio di dispositivi che richiedono formazione e fit test (vedi legenda tabella, punto 4), per

ingannevole senso di sicurezza che porta a trascurare altre precauzioni e misure igieniche ).

In particolare va ricordata la necessità di lavare le mani ogni volta prima di togliere la mascherina o

il respiratore e dopo avere rimosso la mascherina o il respiratore, e di smaltire in modo appropriato

mascherina/respiratore usati nella spazzatura, in modo da evitare contatti inavvertiti da parte di altre

persone.

Mascherine e Respiratori possono comunque essere utili, in particolare per le persone a maggior

rischio di forme gravi e complicate di influenza, ed in specifiche circostanze, descritte nella

seguente tabella 1.

L’uso dei respiratori (filtranti facciali) e delle mascherine chirurgiche non è raccomandato per

lavoratori occupati in ambiti non sanitari e per attività lavorative generiche.

Per specifiche attività lavorative – in ambiti NON sanitari -che comportino contatti con persone

affette da ILI, come l’accompagnamento e l’intervista di una persona con ILI, o l’assistenza

individuale ad una persona con ILI, si raccomanda di:

 

-           mantenere una distanza di almeno 1,5 metri con la persona malata

 

-           limitare quanto più possibile nel tempo l’interazione con le persone malate

 

-           chiedere alla persona malata di seguire igiene respiratoria (coprire la bocca e il naso nella

            tosse/starnuto) e delle mani, e di indossare se possibile una mascherina (se disponibile e

            tollerata)

 

-           evitare contatti con persone affette da ILI se si appartiene a gruppi ad alto rischio di forme

            gravi e complicate di influenza (vedere elenco), chiedendo se possibile una diversa

            temporanea assegnazione lavorativa

 

-           in caso di impossibilità di evitare contatti con persone affette da ILI, alcuni lavoratori

            potrebbero indossare, su base volontaria, mascherine chirurgiche o respiratori (filtranti

            facciali) FFP2

 

In ambiti lavorativi SANITARI, la protezione respiratoria è sempre raccomandata e fa parte delle

misure a protezione sia degli operatori sanitari che degli altri pazienti. Poiché le misure

precauzionali per il controllo delle infezioni, comprese la protezione respiratoria, pur consentendo

la minimizzazione del rischio, potrebbero essere non efficaci al 100%, gli operatori sanitari a

maggior rischio di forme gravi e complicate di influenza, addetti all’assistenza di persone con ILI o

Influenza da nuovo virus A/H1N1v sospetta, probabile o confermata, dovrebbero prendere in

considerazione l’assegnazione temporanea ad altro incarico per evitare l’esposizione.

 

Raccomandazioni supplementari per l’uso di mascherine chirurgiche o respiratori da pare di

persone con ILI o influenza (dovuta a virus classici o al nuovo virus) sono illustrate nella tabella 2.

 

Tra mascherine chirurgiche e respiratori ci sono importanti differenze: le mascherine chirurgiche

non aderiscono strettamente ai contorni del viso e pertanto possono soltanto impedire che le

goccioline di secrezioni respiratorie (droplet) più grosse vengano in contatto con la bocca o il naso

di chi le indossa.

La maggior parte dei respiratori, anche chiamati filtranti facciali, sono fatti in modo da aderire

strettamente al viso di chi li indossa, filtrando così anche le particelle più piccole che potrebbero

essere inalate o venire in contatto con le mucose di naso e bocca.

Sia per mascherine che per filtranti facciali, comunque, sono disponibili solo dati limitati sulla loro

efficacia nella prevenzione della trasmissione dell’influenza, sia dovuta a virus stagionali classici

che da nuovo virus AH1N1v, in diverse situazioni.

Tuttavia, la mascherina o il respiratore potranno essere tanto più utili quanto più precocemente usati

in caso di esposizione ad una persona malata, a condizione che essi siano usati in maniera

appropriata.

 

Mascherine:

A meno che non sia diversamente specificato, il termine mascherine chirurgiche si riferisce a

mascherine monouso approvate dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali per

uso come dispositivi medici in base alla normativa nazionale e comunitaria (Direttiva sui

Dispositivi Medici 93/42/CEE per le mascherine igieniche; norma europea EN 14683:2005 per le

maschere chirurgiche destinate a limitare la trasmissione di agenti infettivi dal personale ai pazienti

e viceversa, in determinate situazioni durante le procedure chirurgiche nei blocchi operatori e altri

ambienti medici con requisiti simili).

Con questo termine si comprendono articoli con caratteristiche diverse per quanto riguarda

materiali e disegno; in generale si assicurano al viso mediante lacci o elastici da passare dietro le

orecchie o legare dietro la nuca; alcuni modelli sono dotati di un ferretto flessibile per una migliore

aderenza alla sella nasale.

Le mascherine approvate per uso come dispositivi medici sono state testate per assicurare specifici

livelli di protezione nei confronti della penetrazione di sangue ed altri fluidi biologici attraverso le

mucose di naso e bocca. Le mascherine forniscono una protezione nei confronti della diffusione

dell’influenza sia bloccando le goccioline di secrezioni respiratorie emesse dalle persone malate che

le indossano, sia impedendo che le medesime goccioline o spruzzi di secrezioni o altri fluidi

biologici raggiungano le mucose di naso e bocca. Non sono fatte per proteggere nei confronti di

aerosol fini che potrebbero contenere particelle infettanti di piccolissime dimensioni come i virus.

Una volta usate, le mascherine monouso debbono essere immediatamente smaltite nella spazzatura

 

Respiratori(Filtranti facciali)

 

A meno che non sia diversamente specificato, il termine respiratori o filtranti facciali si riferisce a

dispositivi di protezione individuale, filtranti per la protezione delle vie respiratorie, certificati FFP2

o superiori, in base alla EN 149 -2001 e secondo quanto previsto dalla Direttiva Europea

89/686/CEE.

Un respiratore è progettato per proteggere la persona che lo indossa da aerosol finissimi che

possono contenere particelle infettanti di dimensioni ridottissime come i virus. Un respiratore

perfettamente adattato al viso (fit test) può filtrare gli aerosol contenenti virus generati da persone

infette, ma rispetto alle mascherine presenta l’inconveniente di non essere tollerato per lunghi

periodi per la difficoltà di respirarvi attraverso. I respiratori non sono raccomandati per i bambini o

per le persone con la barba (per l’impossibilità di un perfetto adattamento ai contorni del viso).

Nel caso in cui i respiratori dovessero essere usati in ambiti non lavorativi, per la loro efficacia

ottimale (e per non incorrere in uso improprio con conseguente falsa sicurezza di essere protetti)

sono necessari valutazione medica ed adeguato addestramento.

Nel caso in cui la protezione respiratoria sia richiesta per un ambito lavorativo, i respiratori debbono

essere usati nel contesto di un programma più esteso e comprensivo di sicurezza e protezione

respiratoria, che include il fit test, la valutazione medica e l’addestramento/formazione

dell’operatore. Quando necessari in ambiti occupazionali, i respiratori che richiedono fit test non

possono essere usati da persone con la barba, perché questa interferisce con la stretta aderenza ai

contorni del viso necessaria per la protezione ottimale.

I datori di lavoro dovrebbero effettuare una costante valutazione del rischio sul luogo di lavoro in

relazione al nuovo virus influenzale A/H1N1v per identificare attività a rischio.

L’uso obbligatorio di protezione respiratoria potrebbe essere necessario quando le attività lavorative

conferiscono un rischio basato sulla funzione/compito. Ad esempio, lo svolgimento di attività che

possono comportare la produzione di grandi quantità di aerosol di secrezioni respiratorie richiede

protezione respiratoria a prescindere dal contesto in cui si svolgono (ospedale, ambulatori, prigioni).

 

Gruppi a maggior rischio di forme gravi e complicate di influenza da nuovo virus A/H1N1v

 

Si ritiene che i gruppi a rischio di forme gravi e complicate di influenza da nuovo virus AH1N1v

siano gli stessi a rischio per influenza classica o stagionale:

 

1. Bambini al di sotto dei 5 anni di età

2. Anziani al di sopra dei 65 anni di età

3. Donne in gravidanza, particolarmente nel secondo e terzo trimestre

4. Bambini ed adolescenti in terapia a lungo termine con acido acetilsalicilico che possono

            essere a rischio di sindrome di Reye a seguito di infezione da virus influenzali

5. Adulti e bambini con asma, malattie croniche cardiocircolatorie, respiratorie,epatiche, renali,

            ematologiche, neuromuscolari o del metabolismo quali diabete, obesità

6. Adulti e bambini immunodepressi (come conseguenza di terapie immunosoppressive o di

            infezione da HIV) ;

7. Ospiti di residenze sanitarie assistenziali o altre strutture per lungodegenti

 

Vedere al riguardo la Circolare n. DGPREV.V/33541 del 23 luglio 2009: Prevenzione e Controllo

dell’Influenza, raccomandazioni per la stagione 2009-2010, consultabile all’indirizzo:

http://www.normativasanitaria.it/normsan-pdf/0000/29731_1.pdf

 

 

 

Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Uffici III e V